• LA VIRATA IN PRUA

    Posted on Ottobre 3, 2010 by in tecnica

    In questa scheda della sezione tecnica parliamo della virata, cominciamo a differenziare tra la virata in prua, oggi parliamo di lei, e la virata in poppa.
    le virate sono cambi di mure, da sinistra a dritta e viceversa, quindi la virata di prua non è nient’altro che un cambio di mure con passaggio della prua nel vento.
    fino qui è chiaro e semplice, ora cercheremo di conoscere le condizioni che ne regolano la buona riuscita.
    per cominciare la virata in prua ha bisogno di due cose fondamentali che sono:

    1) BOLINA STRETTA
    2) VELOCITA’

    partendo dal primo punto, che può sembrare banale ma non lo è, spesso la virata comincia con la barca in bolina larga o peggio quando siamo al traverso, vuoi per distrazione o per altro, condizione indispensabile è essere di bolina stretta, e si può capire l’importanza visto che la barca attraversando con la prua il vento non fa altro che rallentare e se questa manovra viene cominciata prima che noi siamo di bolina stretta non faremo altro che rallentare notevolmente l’imbarcazione e prolungare il tempo della virata, risultato è che rallentiamo e lo facciamo per molto più tempo. se fossimo in regata sarebbe imperdonabile ma diventa poco sicuro quando il mare è formato con la barca che si pianta con la prua al vento e non riesce a virare con la conseguenza di aspettare che il vento riesca a fare abbattere sulle vecchie mura, barca ferma e tutto quello che ne consegue non avendo più azione e controllo sul timone.


    Quindi, ricordiamoci, BOLINA STRETTA.
    ATTENZIONE, la regolazione delle vele è importante per avere un angolo molto stretto al vento, spesso noi siamo convinti di essere di bolina stretta e che la nostra barca sia al massimo dell’angolo non curandoci della regolazione delle vele, un regolazione non ottimale ci fa perdere 5/ 10 gradi di angolo, angolo che la barca deve superare prima di cominciare a far passare le vele sulle altre mura, quindi tempo perso e velocità persa.
    La vela di prua deve essere bordata per una bolina stretta. ( occhio alla drizza, ma di questo ne parleremo quando tratterò la regolazione delle vele).
    A questo punto abbiamo le vele regolate bene, la barca cammina di bolina stretta, ora è il momento di pensare se la velocità è sufficiente per virare. uno degli errori è proprio non avere velocità o peggio non aver calcolato che il vento o il mare faranno solo una cosa fermano la barca, VELOCITA’, si ma adeguata al tipo di condizioni che trovo, esempio se il mare è formato avrò bisogno di una buona velocità e di una manovra molto rapida per superare sia il vento che,sopratutto le onde, al contrario la manovra fallirà. Se le condizioni sono ottime, mare calmo ed il vento giusto, la manovra avrà bisogno di meno velocità, ma comunque sempre di una barca in movimento altrimenti il timone non agisce.
    Siamo di bolina stretta la nostra velocità è buona è ora di dare l’ordine PRONTI A VIRARE, l’equipaggio si prepara alla manovra, VIRO, il timoniere porta il timone all’orza e comincia la virata. spesso durante le uscite in mare mi sento dire dalle donne di non avere la forza necessaria per azionare il winch, ecco questo è il momento per spiegare che in barca la forza non serve e spesso è dannosa, il timoniere orza a questo punto il tailer sottovento libera la scotta dal winch ma solo quando tutta la vela viene sventata dal fatto di avere il vento proprio in faccia, non prima perché dobbiamo sfruttare tutto il momento di portanza che ci dà la vela ,non dopo quando la vela è già sulle nuove mura perchè la terremo a collo con tutte le conseguenze di una vela a collo, il tailer sottovento abbiamo detto lascia la scotta solo quando tutta la vela è sventata ed è in questo momento che se siamo rapidi il tailer che deve cazzare la nuova scotta non farà fatica proprio perché la vela non stà ancora portando e non oppone resistenza e si riesce a cazzare quasi del tutto la nuova scotta lasciando poi la regolazione di fino a virata terminata. Se la vela viene cazzata quando si gonfia dal vento, perché siamo in ritardo, è chiaro che si farà fatica. Il gioco è fatto, la coordinazione tra i due tailer è importante, spendete qualche virata per coordinare i tailer ne gioverà e migliorerà tantissimo la vostra manovra.
    Per la randa, parlando solo in termini di manovra e non di come rilanciare una barca dopo una virata, non viene toccata, se esiste un carrello della scotta questo viene portato in centro ad inizio manovra e poi regolato sul nuovo lato a manovra terminata per una regolazione ottimale della randa.
    Riepilogando, due regole, BOLINA STRETTA e VELOCITA’, ma non dimentichiamoci di virare con un angolo giusto, cioè una volta sulle nuove mure non dobbiamo poggiare troppo ma terminare la virata trovandoci sempre di bolina stretta ma con nuove mure. Per fare questo noi dobbiamo imparare a calcolare molto bene l’angolo che la nostra barca fà con il vento e prima di iniziare la virata sapere dove punta la nostra prua nel nuovo bordo in modo di poter indirizzare già da subito la barca. Un metodo molto empirico ma aiuta a conoscere bene con che angolo vira l’imbarcazione che usiamo è di osservare la randa, se nessuno la tocca e la lascia regolata come era sulle vecchie mure, il momento che la randa comincia a portare ( ovvero prendere il vento ) è il momento di smettere la virata, e di portare il timone al centro, è molto empirico ma funziona provare per credere e poi dopo molte virate saremmo in grado di calcolare esattamente quando è il momento di portare il timone al centro senza osservare la randa.
    buon vento a tutti

You must be logged in to post a comment.