• RIPARAZIONE TIMONE

    Posted on Ottobre 17, 2010 by in tecnica

    In questo articolo della tecnica parlerò della riparazione di un pezzo della timoneria, riparazione che ho dovuto fare nel viaggio verso Istanbul e purtroppo senza gru di alaggio, quindi un intervento di smontaggio completo del timone in acqua.

    Ma ricapitoliamo un attimo l’accaduto…..durante l’attraversata da capo Sunion a Mikonos ho cominciato ad avvertire dei colpi sordi che arrivavano dal timone, ogni volta che un onda ci colpiva, ( in quel momento l’andatura della barca era di lasco). La resa e la precisione del timone non sembrava compromessa e nonostante il mare a forza 6 ho deciso di proseguire e controllare al mio arrivo la timoneria. Purtroppo i miei sospetti erano fondati e il timone presentava un gioco longitudinale di almeno 5 cm e non da meno anche lateralmente. Chiamo immediatamente il concessionario il quale mi suggerisce di controllare una boccola a rulli che è posta tra la losca e l’asse del timone a livello dello scafo. Completamente rotta, non c’è niente da fare bisogna estrarre il timone completo e sostituire la boccola, da qui cominciano le problematiche, a Mikonos non ci sono gru di alaggio quindi il lavoro è da svolgere in acqua, il concessionario hanse mi rassicura sulla semplicità dell’operazione. la barca viene spostata dal centro della baia dove mi trovavo e ormeggiata con ancora e cime a terra in modo di evitare che girasse per via del vento.

    SMONTAGGIO TIMONE: per prima cosa ho allentato  tutto quello che teneva bloccato l’asse, il cuscinetto superiore, il meccanismo completo della timoneria e le semi ganasce che trasmettono il movimento dell’asse agli organi della timoneria. Attestato la drizza della randa sulla testa superiore dell’asse che fortuna vuole la fanno con un gancio, questo ci assicura che una volta libero il timone riusciamo a controllarne la caduta con la drizza. Con un martello e un pezzo di legno su cui trasmettere i colpi cominciamo a battere sull’asse in modo che scenda, ma non scendeva.

    C’è  da dire che i timoni galleggiano, questo è permesso per far in modo che in una eventuale rottura degli organi che tengono bloccati i timoni, il timone non si sfili e venga perso in mare dando l’opportunità di riuscire a governare la barca tramite l’asse del timone. quindi se galleggia di sicuro non si riuscirà colpendolo dall’alto a farlo sfilare. Ispezionando il  fondo abbiamo trovato, con gran fortuna, un palo molto grosso di ferro proprio sul fondo del mare quasi in corrispondenza del timone. Con una cima ho fatto un paranco, per poter tirare verso il basso, sul palo nel fondo e legato il timone dove finisce la pala e inizia l’asse, lo spazio nel timone per poter manovrare era poco, ma battendo dall’alto ci siamo creati lo spazio necessario per poter legare la cima. Il capo finale della cima legato alla drizza randa e usando il winch abbiamo cominciato ad esercitare una forza che dal basso tirava fuori il timone non rinunciando ai colpi di martello sulla testa dell’asse.

    Sfilato il timone per fortuna galleggiava il che era la sicurezza che al suo interno non c’era acqua e che quindi non aveva mai preso brutti colpi. vi ricordo che per questa operazione il timone deve  essere sempre assicurato ad una cima, in modo che, ne con il vento, ne con la corrente se ne possa scappare via. Boccola bassa tutta da cambiare, completamente rotta. Issiamo il timone a bordo dopo averlo legato con due drizze e azionato i winch e posizionato dei parabordi in modo da non rovinare le fiancate della barca. ora non resta che aspettare il pezzo di ricambio.

     

    RIMONTAGGIO TIMONE: la prima difficoltà era rimontare la boccola in modo coretto, cioè in asse precisa con la losca, era impensabile effettuare il lavoro di rimontaggio senza l’ausilio di bombole d’ossigeno ( consiglio di tenerne a bordo una piccola per riparazioni fai da te ) o comunque di un sub. La fortuna vuole che mi danno il nominativo di un sub molto in gamba che ha preso a cuore e con impegno il problema. La seconda difficoltà era assicurare la barca in modo che non si muovesse ( comunque soffiava un meltemi sui 15 kn in baia ) questo per evitare che nel momento che si fa passare l’asse la barca non si muova, altrimenti l’asse potrebbe rompere la boccola appena sostituita.

    Assicuriamo la barca con due ancore a prua, due cime a poppa molto divaricate e due ancore laterali attestate sulle bitte di poppa leggermente a prua via del timone. In questo modo la barca era pressoché bloccata. La terza difficoltà sta nel fatto che il timone galleggia, ma lo fa naturalmente dalla parte della pala, quindi dovevamo portare la pala verso il fondo e tenere l’asse in alto e di conseguenza tutto il timone verticale, per fare ciò abbiamo rifatto il paranco sul fondo del mare.

    ( si nota il sub in azione )

    Caliamo in acqua il timone dalla barca usando il boma come un braccio di una gru, una volta in acqua facciamo passare la drizza randa dentro la losca e la assicuriamo in testa all’asse e leghiamo la cima parancata sulla pala in modo di portarla verso il fondo. ora non ci resta che cercare di infilare il timone nella losca, per far ciò avviciniamo la barca al timone e non viceversa alando e filando le quattro ancore e le cime di poppa fino a quando la barca non è centrata sopra il timone, a questo punto lavorando sulla drizza con il winch e aiutato sott’acqua dal sub cominciamo ad infilare il timone che per fortuna riesce a salire abbastanza dritto. La prima boccola viene superata con facilità ma non riusciamo a far entrare l’asse nella seconda, quindi lentamente il sub sott’acqua ruotando il timone a sinistra e a destra e con molto crc ( svitol ), e lavorando con la drizza , il timone và in sede ( ci è voluta mezz’ora ). Ora non rimane altro che chiudere tutte le ganasce, monto il meccanismo della timoneria ricontrollo tutto sia sopra che sott’acqua. IL LAVORO E’ FATTO, ci sono volute tre persone di cui un sub e quattro ore di lavoro per montarlo, e due ore per smontarlo.

    CONSIDERAZIONI: la prima che mi viene e che questo lavoro era da fare in un porto, purtroppo il porto di Mikonos è molto più esposto al meltemi rispetto alla baia dove eravamo,il porto ci avrebbe dato solo il vantaggio che la barca era più assicurata come ormeggio, ma non di sicuro ottimo per immergersi, un posto riparato è la prima cosa da cercare.

    Impensabile lavorare senza sub, a meno che non siamo esperti apneisti o a nostra volta dei sub         ( consiglio a chi va per mare di fare un corso di apnea, ne gioverà per molte cose )

    Lavoro da effettuare solo in casi di emergenza, non pensateci nemmeno di farlo per risparmiare i soldi dell’alaggio sarebbe un errore molto grande, perché anche se a me è riuscito, molto lo devo alla tenacia messa e anche ad un po’ di fortuna.

    Ancore e cime, purtroppo per via del peso in barca non si porta ancore ma credetemi in un viaggio molto lungo come quello effettuato al momento della rottura ( il viaggio è durato due mesi ) se avessi avuto tre ancore a bordo molte notti non le avrei passate sveglio.

    Non demoralizzarsi mai e ragionare molto prima di cominciare a fare qualsiasi cosa, è molto meglio passare del tempo a ragionare che a imprecare per la manovra sbagliata.

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