• VIRATA DI POPPA O COMUNEMENTE CHIAMATA STRAMBATA

    Posted on Novembre 28, 2010 by in tecnica

    Spesso la chiamiamo STRAMBATA o ABBATTUTA, ma il suo vero nome è VIRATA, praticamente un cambio di mure, solo che in questo caso è la poppa che passa nel letto del vento, il termine strambata ora diffusissimo identifica nel gergo corretto una abbattuta del boma non controllata ovvero fatta dal vento. Quindi tutte le volte che il boma è passato da una parte all’altra della barca senza controllo abbiamo STRAMBATO.

    Mentre con il termine abbattuta si da il nome al passaggio del boma, però in questo caso controllato, da una parte all’altra della barca. Nessuno la chiama più con il suo nome corretto, ovvero virata.E’ appunto di una virata che si parla e come tale deve essere concepita, la difficoltà sta nella velocità della barca che, a differenza della virata di prua, non diminuisce in quanto l’azione dell’vento sulle vele continua a dare propulsione in ogni momento della manovra.Il successo della virata dipende per una buona percentuale dal timoniere, spesso ho sentito da parte del timoniere insultare per l’insuccesso il randista o qualche altra persona dell’equipaggio, ovviamente sbagliando. Al timoniere il compito di effettuare una virata di poppa sicura e pulita, e per farlo deve essere capace di portare la barca in fil di ruota, sembra una cosa semplice ma non lo è affatto, il timoniere in questione deve allenarsi nella conduzione di questa andatura e per farlo  consiglio di portare le vele a farfalla e di tenere questa andatura il più a lungo possibile, in questo modo prenderà sensibilità sul timone e riuscirà a conoscere molto bene come reagisce la sua barca.

    Facciamo un passo alla volta, spieghiamo la manovra.

    E’ una VIRATA, quindi un cambio di mura con la poppa che passa al vento, bene, allora ci porteremo con un andatura vicino al gran lasco, e senza indugiare e poggiando in modo continuo faremo passare la randa da una parte all’altra della barca cambiando mure. questo sistema, chiamato continuo ( vedi figura n.1 ) può essere adottato su una imbarcazione di piccole dimensioni ( vedi derive ) o in scarsità di vento, per terminare la manovra al gran lasco ma con altre mure.  

    figura n.1   

    Ma, se il vento è forte è l’imbarcazione è grande, è meglio adottare la tecnica discontinua ( vedi figura n.2 ).

    figura n.2

    Si comincerà con portare la barca ad un andatura vicino al fil  di ruota e a preparare l’equipaggio alla virata, il timoniere dovrà essere cosi bravo da riuscire a tenere l’andatura in fil di ruota per tutto il tempo necessario al randista di recuperare la randa o meglio il boma in centro barca  agendo su un rinvio della scotta di randa  o se la randa necessita di un winch in quanto è grande, agirà sul winch. Tenendo l’andatura in fil di ruota il fiocco ha la forte tendenza a passare sulle altre mura e noi lo faremo passare. Recuperata la randa o boma a centro barca il timoniere da un colpo alla poggia al timone e fa passare il boma dall’altra parte “ ABBATTUTA “ contemporaneamente il randista fila la scotta e lascia che la randa si apra sulle nuove mura.

    Fin qua tutto chiaro, ma la virata di poppa è tecnicamente molto complessa e spesso eseguita male. Cerchiamo di analizzare quali possono essere gli errori più frequenti, innanzitutto ce da dire che la virata di poppa al contrario di quella di prua viene sempre, magari con qualche sconquasso a bordo o peggio con una straorza, ma viene, questo perché non dobbiamo cambiare mura con il vento in faccia che ci rallenta fino a fermarci se non siamo veloci nella manovra  o non abbiamo sufficiente velocità , ma la barca continua ad avere abbrivio qualunque sia stata la nostra manovra e questo è il motivo per il quale la virata di poppa e considerata più pericolosa della virata in prua. Già da questa considerazione emerge che, mentre nella virata di prua io ho bisogno di velocità per far passare la mia prua nel letto del vento e ho bisogno anche di una manovra veloce, nella virata di poppa non mi serve ne, cercare la velocità della barca ne, di fare la manovra in modo rapido, anzi è proprio la fretta che che porta ad una manovra sbagliata. Non avendo premura il timoniere si porterà piano piano in fil di ruota e cercherà di tenere questa andatura mentre il randista recupererà il boma al centro barca, il tutto fatto senza affannarsi o correre. Essendo la randa una vela che fa orzare la barca, nel momento che la cazziamo per portarla in centro barca , l’imbarcazione avrà una tendenza orziera che il timoniere deve contrastare tenendo sempre la barca in fil di ruota, al contrario se questo non avviene il randista avrà difficoltà a recuperare la randa. Una volta che la randa è in centro come spiegato sopra il timoniere da un colpo alla poggia al timone per abbattere il boma sulle nuove mura e il randista fila la scotta della randa, la deve filare la scotta non trattenerla sulle mani o filarla in modo lento ( attenzione che tutta la scotta sia in chiaro e senza niente che la blocchi ) e questo è un altro errore, perché se noi non filiamo velocemente la randa questa avrà una forte tendenza a spingere la barca all’orza spesso con conseguente straorzata,  il timoniere dovrà contrastare il forte movimento orziero della barca tenendo il timone alla poggia. Inoltre dobbiamo anche considerare che in questa andatura il rollio della barca è forte e se abbiamo molto mare è difficoltoso tenere l’andatura di fil di ruota.

    Andatura in fil di ruota… Quando sono in fil di ruota…? Anche qua si commettono dei gravi errori dovuti alla scarsa dimestichezza delle manovre e delle andature, noi siamo in fil di ruota quando il vento, che nella nostra barca è il vento apparente e non reale, è perfettamente dietro di noi, il segnale ce lo danno due cose, la prima i segnavento a bordo ( segnavento in testa d’albero, i segnavento sulle sartie, la bandiera che abbiamo a bordo di solito messa sullo strallo di poppa ) e per seconda la tendenza del fiocco a passare sulle altre mura. A questo punto vorrei evidenziare che sia sulla virata di prua che di poppa il nostro fiocco ci dice quando stiamo per cambiare mure, osservare il suo comportamento da parte del timoniere è importante. Nella virata di prua comincerà a pungere sull’inferitura proprio quando saremo all’inizio dell’angolo morto mentre, in poppa avrà la tendenza a passare sulle nuove mure. L’andatura in fil di ruota ci permette di poter tenere la randa sia con mure a sinistra che con mure a dritta, noi manterremmo le mure con cui ci siamo avvicinati al fil di ruota senza far passare il boma in modo involontario sulle altre mura ( STRAMBATA) 

    Altro errore che si commette è che dopo virato si porta la barca troppo all’orza non controllando bene l’andatura che deve rimanere negli attimi dopo l’abbattuta del boma in fil di ruota, spesso una volta abbattuto il boma il timoniere non controllando sia la tendenza orziera della barca sia l’andatura, và all’orza con conseguente perdita sia dell’andatura che della rotta nei migliori dei casi nei peggiori si straorza.

    Attenzione a non virare sotto raffica, il timoniere deve aspettare le condizioni ottimali per virare in modo che la manovra sia pulita e non ci faccia perdere tempo o rotta e, importante, non crei danni in barca dovuti al passaggio del boma in modo accidentale, danni sia alle teste dei marinai a bordo che alle sartie, posto dove termina la corsa il boma.  

    Riepilogando:

    Tutta la manovra è in mano al timoniere che porterà la barca in fil di ruota e cercherà di mantenerla nonostante il rollio dovuto al mare o la tendenza o

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